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La doppia faccia di New York

Cari ragazzi per un mesetto sono scomparsa dalla circolazione, ma avevo i miei buoni motivi: ho trascorso una vacanza entusiasmante in America!!!! Ma ora, per farmi perdonare, voglio rendervi partecipi almeno del mio soggiorno a New York, “THE BIG APPLE”.
Vi aspetterete che ora tessa elogi a non finire sulla mitica NY, ma non sarà così perché “non è tutto oro quel che luccica”. Che sia una città immensamente grande è fuori discussione, ho infatti perso 3 Kg per cercare di visitarla tutta in soli sei giorni correndo da una parte all’altra della città, trascorrendo ore a far la fila per entrare nei musei, sforzando il mio cervelletto per chiedere informazioni in modo comprensibile e cercando quasi ogni 4ore un bagno (il cibo americano è vomitevole e indigeribile!!!!).
Che sia una città affascinante è assodato: palazzi altissimi (a volte dall’albergo non riuscivamo a capire che tempo facesse perché non si poteva vedere il cielo dai piani “bassi”), negozi immensi e strabordanti di abiti deliziosi dove prendersi a pugni per accaparrarsi l’oggetto del desiderio, musei stupefacenti dove poter ammirare da vicino opere inestimabili dei più importanti pittori del mondo ( esperienza commovente!), locali notturni alla moda, donne tiratissime anche di giorno, uomini dal portamento elegante e disinvolto ( magari erano brutti, ma troppo fighi…).
Certo sembra il paese delle meraviglie, anche io avevo questa idea fino a quando non ho conosciuto anche i lati oscuri della city…
Da una lato c’è il mondo dei benestanti con condomini che sembrano alberghi al centro di Manatthan, ma a pochi isolati c’è il mondo degli emarginati. Ho avuto la fortuna di non visitare solo i quartieri trendy, ma anche quelli più periferici ( anche se per caso…mi ero persa!) dove i poveri chiedono l’elemosina, i bambini giocano per strada rischiando d’esser buttati sotto da un’auto, dove le persone sperano di sopravvivere ancora un giorno. Ma non è tutto qui…
Si dice che NY sia la città dei single, è vero! Ma io aggiungerei: “delle persone sole”. Ho avuto modo di parlare con qualche italiano emigrato alla ricerca di lavoro e tutti mi dicevano la stessa identica cosa: “ qui c’è tanto lavoro, si guadagna benissimo, ma c’è tanta solitudine”. In poche parole a NY non sanno cosa sia il senso della famiglia, cosa sia l’amicizia con la A maiuscola…lavoro, lavoro, lavoro e divertimento!
Questa è “la mia New York” che siate d’accordo o meno…


Cristina Accardo



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