Il programma:

Nell'ottica di contribuire ad un tangibile miglioramento della situazione comunitaria, lavoreremo per riportare il Consiglio nel suo naturale alveo di appartenenza, nel dichiarato intento di porre un freno agli inutili scontri frontali tra personaggi di rilievo appartenenti alle ormai uniche due liste presenti sul “mercato”.
Da troppo tempo, infatti, è evidente uno scollamento tra i consiglieri ed il resto della Comunità, unica vera colonna portante. Fino ad oggi, purtroppo, raramente si sono visti i nostri consiglieri recarsi in mezzo alla gente per ascoltare le loro necessità mentre, al contrario, li si vede sempre più frequentemente tutti in prima fila nelle occasioni ufficiali, quali gli incontri con le personalità ed i politici. Pur concordando con il fatto che mostrare una comunità politicamente “attraente” possa portarci vantaggi, non possiamo esimerci dall’esternare il nostro disappunto con quanti hanno trascurato i rapporti “interni” tra la Comunità ed i suoi membri.
Ci batteremo, pertanto, per indirizzare il Consiglio ad una maggiore attenzione verso le problematiche del “popolo ebraico di Roma”.
Cercheremo, inoltre, di restituire al mensile Shalom il suo fondamentale ruolo di bene comune nonché voce dell’intera collettività ebraica romana, affinché non venga “deformata” la sua funzione primaria tramutandolo da “strumento comunitario” in “organo di partito”.
Ci siamo ritrovate, perciò, un gruppo di persone unite dal rispetto reciproco e dal rispetto per la storia e la tradizione di questa Keillah, seppur con le nostre differenze individuali e culturali. Abbiamo iniziato a confrontarci cercando di individuare quella matrice comune che ci permettesse di porre a disposizione dell'intera collettività il nostro bagaglio di esperienze di vita e di lavoro, nonché di conoscenze maturate militando all'interno delle associazioni comunitarie.
Come prima cosa abbiamo ritenuto opportuno consultare i vari ambienti della nostra Comunità cercando di ascoltare, comprendere e far nostre esigenze e necessità. Abbiamo, quindi, coinvolto persone provenienti da questi “mondi”: dai frequentatori dei diversi Beth HaKnesset (siano essi tripolini o romani) alla “gente di piazza”, dagli imprenditori ai professionisti, dall'ambulantato alla sorveglianza, senza dimenticare di coinvolgere anche coloro che, per vari motivi, sono spesso lontani dalla partecipazione attiva alla vita comunitaria.

L'impegno che ci siamo imposti è quello di presentarci quali referenti delle problematiche di tutti gli ebrei di Roma, apportando ognuno il proprio contributo alle esigenze di una comunità bisognosa di forze nuove e disponibili ad impegnarsi concretamente, per lavorare in un nuovo contesto sereno e dall'aria depurata dai veleni accumulati nel corso degli anni.
Abbiamo, pertanto, deciso di ascoltare la nostra gente, anche per la “strada” riscontrando, purtroppo, un diffuso stato di malessere.

Così, solo per fare degli esempi:

  • abbiamo constatato che c’è gente che trova difficoltà nel mangiare Kasher a causa dei prezzi eccessivamente elevati;
  • abbiamo constatato ingiustificati aumenti di contributi in momenti di drammatica recessione privi di un adeguato riscontro in termini di servizi forniti agli iscritti;
  • abbiamo constatato come il sistema di assunzioni e la valorizzazione delle risorse umane all’interno delle istituzioni comunitarie sia ritenuto insoddisfacente;
  • abbiamo constatato una gestione della scuola che tutto ha tranne l’eccellenza che si può, invece, trovare nelle migliori scuole private;
  • abbiamo constatato un senso di insicurezza tra i genitori degli alunni, e non solo, in relazione alla nuova ubicazione della scuola in via del Portico d’Ottavia;
  • abbiamo constatato come, nonostante l’impegno di alcuni volontari, il Tempio presente all’interno della scuola “ebraica” sia costretto a funzionare irregolarmente;
  • abbiamo constatato come inutilmente sia stato chiesto e richiesto, senza risposta alcuna, un luogo di preghiera destinato ai nostri anziani della casa di riposo;
  • abbiamo constatato che c’è gente che, autonomamente, crea nuove strutture destinate a sopperire alle mancanze della Comunità “ufficiale”;
  • abbiamo constatato discutibili criteri di attribuzione delle borse di studio scolastiche.
  • abbiamo constatato, infine, come ci sia gente che rimane iscritta alla Comunità, tappandosi il naso, solo per il profondo amore che nutre verso le proprie tradizioni.

 

Ecco, anche questa è la gente che vogliamo rappresentare.

 

La nostra, però, non vuole essere una rappresentanza meramente “formale”: abbiamo intenzione, infatti, di “spalancare” ad ogni iscritto le porte della Comunità, rendendoci sempre pronti ad ascoltare le loro richieste ed i loro consigli, dal Presidente ai consiglieri, senza inutili burocrazie.
Se ci verrà dato consenso ne creeremo una nuova per tutti:
Non una Comunità Ebraica di Roma, ma una Comunità del “Popolo Ebraico di Roma”.
Ci impegneremo, altresì, per recuperare tutte quelle persone che, per le motivazioni più varie, si sono allontanate pur continuando a farne formalmente parte o che, addirittura, si sono cancellate in seguito a delusioni maturate nel tempo o nella convinzione di non avere alcuna voce in capitolo.
Anche per questo pensiamo sia un dovere di tutti i consiglieri impegnarsi per ridare, finalmente un nuovo lustro alla Consulta, luogo di confronto di tutte le associazioni ed istituzioni ebraiche per farla tornare ad essere il vero “motore propositivo” e di incontro di tutta la Comunità.
La Comunità Ebraica di Roma è un bene di tutti, un valore aggiunto, una realtà unica e secolare di cui tutti gli iscritti debbono andare fieri, ed il nostro impegno sarà mirato anche a restituire ad ognuno l’orgoglio di appartenere nonché la consapevolezza della propria forza individuale e collettiva, come già accaduto in altre Comunità Ebraiche all’estero.
Votare è cosa indispensabile, da non delegare solamente ai parenti, agli amici e agli amici degli amici dei candidati, per non permettere a chi, appena sulla soglia dei 600-700 voti, parli a nome di 15.000 persone.

A tal riguardo, abbiamo cercato di sintetizzare le linee guida delle nostre priorità, certi che i temi che andremo a toccare siano nel cuore di ogni membro della Comunità:

 

 INSIEME PER UNA COMUNITA’ PIU’ VICINA ALLA BASE

  • Aiuto e sostegno a quella parte di comunità che, indebolita dall’attuale congiuntura economica, soffre di una situazione di disagio sociale.
  • Pieno sostegno alla Deputazione Ebraica in maniera che la stessa svolga nella più completa tranquillità ed indipendenza la sua funzione fondamentale di assistenza alle classi meno abbienti. aiutandola, ove possibile, a depurarsi da tutte quelle inutili burocrazie e dannose ingerenze esterne che, invece, ne complicano l’adempimento.
  • Nuove forme di finanziamento da mettere a disposizione di Associazioni ed Istituzioni, con possibilità di poter accedere ai fondi del 5 per mille attraverso la creazione di nuove associazioni cosiddette APS (Associazioni di Promozione Sociale), da affiancare alle nostre strutture. Con la creazione di queste nuove figure giuridiche, esiste la possibilità di gemellaggi e collaborazioni con fondazioni ed Associazioni esterne alla Comunità per dar vita a progetti comuni finanziabili da Comune, Provincia, Regione, Comunità europea, Bic Lazio, ecc…
  • Stipula di protocolli d’intesa, monitorati dalla nostra Comunità, tra Enti Ebraici e Comune di Roma.
  • Accelerazione al progetto dello “sportello antiusura” attraverso un opera di capillare informazione con tutti i mezzi a nostra disposizione: corrispondenza, mailing list, “Shalom”, nonché attraverso la creazione di una lista di avvocati e commercialisti correligionari con i quali potersi consultare al bisogno.
  • Creazione di uno “sportello comunitario” dove potersi rivolgere per richiedere informazioni e suggerimenti per ciò che riguarda buoni pasto, buoni libri, buoni casa e tutti quegli strumenti a disposizione, non solo degli ebrei, ma di ogni cittadino italiano, strumenti finora rimasti inutilizzati.
  • Creazione di uno “sportello di prima assistenza legale e fiscale”, a disposizione degli iscritti con possibilità di consulenze a titolo gratuito offerto da professionisti in seno alla Comunità. 
  • Creazione di nuove forme di volontariato tramite anche l’utilizzo dei nostri giovani, attraverso appositi progetti ai disabili ed agli anziani, impegnandoci anche e soprattutto alla lotta alla tossicodipendenza con il supporto di associazioni ONLUS, ebraiche e non.
  • Organizzazione di un servizio di assistenza sanitaria gratuita a favore delle famiglie meno abbienti, per la medicina generale e specialistica, avvalendosi della collaborazione di vari medici della Comunità per fornire in ogni caso indicazioni in merito alle necessità individuali.
  • Creazione di una struttura di volontariato, d’intesa con Comunità Ebraica, Deputazione ed Ospedale Israelitico, al fine di presentare progetti di assistenza agli anziani presso Comune, Provincia e Regione.

 

INSIEME PER UNA MIGLIORE GESTIONE DEI NOSTRI FONDI

  • Con la dovuta professionalità vorremo, nei prossimi 4 anni, riequilibrare il rapporto tra contributi richiesti e servizi resi.
  • Vorremo quindi che quanto richiesto annualmente divenga una sorta di investimento sulla Comunità e, quindi, sul nostro stesso futuro.
  • Collegialità decisionale, equità impositiva, maggiore informazione e quindi trasparenza sono gli strumenti di cui ci proponiamo garanti.
  • Vorremo agire riguardo tali contributi con maggiore professionalità evitando, come accaduto in passato, di applicarli secondo deduzioni arbitrarie e poco corrispondenti alle reali possibilità personali.

 

INSIEME PER UNA SCUOLA MIGLIORE

  • Riteniamo indispensabile che la scuola “ebraica” di Roma debba essere dotata di un adeguato Beth HaKnesset ove garantire lo svolgimento delle preghiere mattutine affinché possano essere coinvolti quanti più studenti possibile.
  • Riteniamo indispensabile dar vita ad un tavolo permanente di confronto tra tutte le componenti interessate all’attività della scuola: dirigenza comunitaria, corpo docente, genitori, studenti, personale non docente e sorveglianza. Tale organismo sarà preposto a migliorare il funzionamento delle nostre scuole sotto tutti gli aspetti. Detta commissione dovrà cercare risposte alle problematiche attuali, tra cui la difficile posizione logistica. Essa dovrà confrontarsi periodicamente con l’Assessorato preposto, al fine di affrontare eventuali problemi, necessità e proposte volte a valorizzare al meglio la qualità dei servizi erogati.
  • Riteniamo indispensabile che venga complessivamente elevato il livello qualitativo dell’insegnamento. E’, inoltre, essenziale migliorare il sistema educativo in relazione alla lingua, cultura e tradizione ebraica. Ci proponiamo di operare tali cambiamenti introducendo un sistema di assunzione del personale scolastico tramite un meccanismo modellato sul tipo del concorso pubblico.
  • Riteniamo indispensabile dotare la scuola di spazi dedicati alle attività sportive, alla creazione di laboratori didattici all’interno della struttura scolastica e di spazi dedicati all’educazione informale (teatro, musica, danza, ecc…).

 

INSIEME PER VALORIZZARE I NOSTRI GIOVANI

  • Sostegno e valorizzazione di tutti movimenti giovanili ebraici, quali ad esempio Benè Akiva e Hashomer HaTzair, anche attraverso la creazione o l’ammodernamento di aree e locali idonei allo svolgimento delle attività, nonché attraverso l’individuazione di spazi aperti ideali per lo sviluppo fisico dei giovani. Istituzione di Borse di studio da mettere a disposizione per periodi di formazione superiore da svolgere in Israele.
  • Adeguamento dell’ufficio giovani alle attuali esigenze in continua evoluzione, tramite la predisposizione di un “laboratorio d’idee” nel quale ragazzi in età liceale ed universitaria possano essere avviati ad attività politiche interne ed esterne alla comunità con l’obiettivo di formare la nostra gioventù affinché un giorno possa costituire una nuova classe dirigente di successo.
  • Istituzione di un ufficio psico-attitudinale coordinato da esperti che aiutino i ragazzi al termine delle classi superiori, ad individuare gli studi universitari ovvero gli indirizzi lavorativi da intraprendere al termine della scuola dell’obbligo.
  • Realizzazione di un centro di aggregazione giovanile, dove poter organizzare feste, cene, lezioni di Torah, trasmettere dirette di eventi sportivi oppure semplicemente incontrarsi tra amici. Tale centro dovrà essere dedicato “esclusivamente” ai giovani ed in quanto tale dovrà essere gestito dagli stessi, con la supervisione di un professionale, affinchè possa diventare il “cuore” della gioventù ebraica romana per combattere efficacemente la tendenza all’assimilazione, attualmente presente tra noi, in modo particolare tra gli adolescenti e gli studenti universitari. Lo stesso potrebbe, inoltre, essere utilizzato per organizzare pasti di Shabbat e Feste, in maniera da poter offrire un servizio di accoglienza ai numerosi turisti ebrei in visita a Roma, ai giovani israeliani ma anche agli appartenenti alla nostra Comunità.

 

INSIEME PER LE NOSTRE TRADIZIONI

  • Appoggio costruttivo alle scelte del Rabbino Capo di Roma. Faremo quanto possibile per aiutarlo a rafforzare la struttura dell’Ufficio Rabbinico e del Beth Din (tribunale rabbinico), affinché i poteri del Rav HaRashì e quelli della Rabbanut possano essere esplicati con la più completa autonomia ed efficienza possibile, evitando indebite ingerenze nello svolgimento dell’attività istituzionale della nostra classe rabbinica.
  • Assistenza costante al rabbinato, tramite l’ampliamento dell’organico attuale anche con la collaborazione di Rabbini provenienti dall’estero.
  • Rafforzamento delle strutture esistenti in maniera da poter garantire ad ogni ebreo una assistenza religiosa “piena” a partire dal brit milà, passando per il bar mitzvà ed il matrimonio, fino a giungere al momento in cui si riunirà ai propri cari.
  • Riaffermazione del concetto di ortodossia della Comunità Ebraica di Roma e della tradizione ebraica sia romana che tripolina.
  • Sostegno ai vari Beth HaKnesset i quali rivestono sempre di più il ruolo di centri di aggregazione.
  • Creazione di luoghi di studio (Beit Midrash, Kolel, ecc..) in collaborazione con l’Ufficio Rabbinico, dove in ogni momento della giornata sia possibile assistere a lezioni di Torah per differenti livelli di preparazione.

  

INSIEME PER UNA KASHERUT PER TUTTE LE TASCHE

Riteniamo che il mangiare kasher  sia un diritto ma anche un dovere per ogni ebreo, anche per chi non può permettersi di pagare gli attuali costi. Data la sempre più alta richiesta di questi prodotti, si dovrà trovare una soluzione per calmierarne i costi con la fattiva collaborazione delle categorie interessate.

  • Correzione dell’attuale sistema di gestione della kasheruth tramite una più stretta collaborazione con il rabbinato in vista della determinazione di un “protocollo comune di kasheruth, al quale tutti gli operatori del settore dovranno attenersi.
  • Elevazione degli standard di kasherutcosìcchè i prodotti certificati sotto il controllo del Rabbinato di Roma, siano riconosciuti anche dalle altre comunità ebraiche del mondo.
  • Apertura di un punto vendita di prodotti kasher gestito direttamente ed autonomamente dalla Comunità, sullo stile dei vecchi Enti Comunali di Consumo, presso i quali la popolazione potrà attingere ad una vasta gamma di prodotti offerti a prezzi popolari.

 

INSIEME PER VALORIZZARE LA CULTURA EBRAICA

Sarà nostro impegno far si che cresca sempre di più il livello culturale e sociale della nostra Comunità. Al riguardo pensiamo ad un centro che possa contenere degli spazi polifunzionali quali sale di lettura, aree dedicate all’ascolto di musica, spazi dedicati  a meeting ed eventi.

  • Vogliamo creare degli spazi importanti e permanenti per allestire mostre atte alla promulgazione ed alla valorizzazione esterna di artisti ebrei.
  • Vogliamo creare spazi da destinare a momenti di cinema ebraico e non.
  • Vogliamo creare un area destinata a conferenze, dibattiti ed incontri.
  • Vogliamo creare, in definitiva, un vero e reale “Centro per lo sviluppo Culturale Ebraico”, valorizzando ulteriormente le risorse a disposizione .

 

INSIEME PER RICORDARE LA SHOA’

Pieno sostegno al progetto del Museo della Shoà, cuore pulsante del nostro ricordo e punto di riferimento per i nostri giovani perché dalla conoscenza della storia traggano la loro forza.
Con l’apertura del Museo anche noi, come a Gerusalemme, Washington, Los Angeles, Berlino, ecc…, avremo un luogo dove onorare ogni giorno la memoria di sei milioni di ebrei tragicamente scomparsi, uccisi dalla follia nazista.

 

INSIEME PER LA CRESCITA SPORTIVA DEI NOSTRI GIOVANI

Lo sport “ebraico” deve tornare ad essere motivo di orgoglio e di appartenenza per tutti gli iscritti. Le attività sportive e motorie dei nostri ragazzi ci aiutano anche nell’obiettivo dichiarato di dare ai giovani una serie di strutture e campi sportivi all’altezza delle aspettative in modo che, anche questi, divengano sempre più centro di aggregazione e di formazione per i nostri giovani, e non solo.
Maggiore sviluppo delle attività sportive all’interno delle scuole, attraverso l’avvio di tornei interni (calcio, tennis, basket, volley, etc.) per creare squadre di valore da presentare sotto le insegne delle società Maccabi ed Eli Hai.
Individuazione e realizzazione di campi da gioco, palestre e di una sede stabile e duratura per il Maccabi, da sempre punto di riferimento dello sport ebraico romano.
Il Maccabi deve tornare ad essere quella prestigiosa società sportiva che ogni appartenente alla Comunità ha diritto di avere. Accelerazione ai progetti legati al nuovo centro sportivo.
Organizzazione di Tornei, nelle discipline più praticate, con iniziative legate alle differenti fasce d’età, in modo da coinvolgere nuovamente alle attività sportive dilettantistiche tutti coloro che vorranno cimentarsi in competizioni dove l’amicizia e la sana competizione sportiva dovranno essere i valori fondamentali.
Sarà nostro dovere cercare di rafforzarne la voce in bilancio.

 

 INSIEME PER UNA GESTIONE TRASPARENTE

Formazione di albi professionali della Comunità, con molta più convinzione di quanto sia già stato fatto, da utilizzarsi trasparentemente, quando se ne presenti l’occasione o quando privati ed istituzioni esterne ne facciano richiesta. I nostri professionisti dovranno essere sostenuti e valorizzati sia all’interno che all’esterno della Comunità, in modo da apportare alla stessa un ulteriore valore aggiunto di immagine e capacità professionale.

 

INSIEME PER SOSTENERE LA SICUREZZA

Di vitale importanza la voce “sicurezza”, vero e proprio cuore della Comunità. Ad essa  deve andare tutta la nostra gratitudine e l’impegno a valorizzare le risorse interne e di volontariato, anche attraverso maggiori investimenti sul piano tecnico ed operativo ipotizzandone, ove necessario, un ampliamento del suo organico.
Riteniamo opportuno, dato il delicato incarico, che il personale addetto sia incentivato secondo la regola della meritocrazia e che la sua eventuale assunzione avvenga attraverso test psico-attitudinali. Sarà auspicabile che dipendenti della Comunità destinati ad un contatto con il pubblico, abbiano almeno la conoscenza sommaria di una lingua straniera.
Riteniamo, altresì indispensabile, che costoro svolgano periodicamente dei corsi di aggiornamento professionale al fin di garantire la loro efficienza lavorativa.
Auspichiamo l’istituzione ufficiale di una giornata del volontariato, quale momento di riconoscimento a tutti gli iscritti, presenti e passati.

 

INSIEME PER ISRAELE SENZA SE E SENZA MA

Per quanto riguarda  lo Stato di Israele pensiamo sia necessario porgere all’esterno una visione unitaria di sostegno. Israele è, dal giorno della dichiarazione d’indipendenza nel 1948, sotto assedio, dapprima di eserciti ora di terroristi.
Il dovere degli ebrei della diaspora, e quindi della Comunità, deve essere di  pieno appoggio alle scelte del Governo israeliano, unico vero depositario delle decisioni riguardanti la propria popolazione. Confronti di idee debbono avvenire all’interno delle nostre strutture ma la visione unitaria da proporre all’esterno deve comunicare, sempre, il nostro pieno, fiducioso ed incondizionato appoggio alle scelte politiche di Israele.
Organizzazione di una serie di eventi e festeggiamenti per celebrare adeguatamente il 60° anniversario della Fondazione dello Stato d’Israele

 

E’ nostra intenzione dare una rilevanza sempre più importante alle commissioni,  per analizzare primarisolvere poi,  tutte le problematiche che si dovranno affrontare quotidianamente.
Le Commissioni devono servire da esempio per coinvolgere alla vita comunitaria non solo i 28 Consiglieri scelti dagli elettori ma tutti quegli iscritti che desiderino partecipare attivamente alle sorti della Comunità. Crediamo che questo si possa ottenere solamente dando un peso sempre più crescente ed importante alle Commissione che dovranno essere obbligatoriamente ascoltate dal Consiglio.
Riteniamo doverosa una diffusione capillare e trasparente sulle attività del consiglio e della giunta, attraverso gli strumenti di informazione in possesso della nostra comunità (mailing list, “Shalom” ed affissione di locandine nei luoghi di maggiore frequentazione) dando un ampio preavviso di almeno 15 – 20 giorni.
Nostro impegno prioritario sarà far sì che in almeno due riunioni del Consiglio l’anno venga dato diritto di parola su temi di interesse pubblico a tutti gli iscritti che volessero partecipare. Pareri, opinioni e proposte non dovranno rimanere lettera morta ma essere discussi dandone pubblicamente risposta sullo “Shalom” immediatamente successivo.
Tutti coloro che si riconoscono nel nostro Movimento si metteranno a disposizione per monitorare costantemente le attività del Consiglio impegnandosi sin da ora ad essere sempre “La voce della Comunità”.

Questo per noi, significa gestire la comunità.